Avete mai provato a segnalare un contenuto su Facebook?
Spesso è tutto inutile, ma se ci si imbatte in persone particolarmente volgari, violente o che postano contenuti contrari alle linee guida della piattaforma, la segnalazione può portare alla rimozione del contenuto in meno di una giornata, e addirittura al ban dell’utente per qualche settimana, in caso di recidiva. Il problema, oltre al fatto che sono davvero troppi i contenuti non sanzionati dal regolamento, è che la piattaforma sposta continuamente i pulsanti e cambia il percorso da fare per segnalare un contenuto: letteralmente ogni mese c’è una sequenza diversa, cambiano le frasi, le forme dei pulsanti, una volta bisogna spuntare una casella, l’altra volta bisogna scegliere da una lista… Sembra proprio che Facebook ostacoli questa procedura, scoraggiando gli utenti dal fare segnalazioni o rendendo comunque l’operazione lenta e macchinosa. Tra l’altro spesso c’è da attendere la conferma, perché uscire subito dalla finestra ci lascia con la convinzione di aver completato la procedura, ma in realtà mancava un passaggio finale: se non esce la scritta “segnalazione effettuata” con il tipico tick √, allora manca qualcosa.
Inoltre, a seconda dei periodi, anche sul Facebook italiano alcuni passaggi sono in inglese: per me ovviamente è un ostacolo superabile, ma mi chiedo quante persone rinuncino di fronte a così tanta opposizione da parte del social network. Che evidentemente cerca di limitare la mole di lavoro sulle spalle dei revisori, che rappresentano un costo inutile agli occhi del sito di Zuckemberg: una divisione con numerosi dipendenti improduttivi, che non può essere eliminata perché ciò provocherebbe il malcontento delle istituzioni, soprattutto europee, ma che va circoscritta il più possibile relegandola di fatto a una funzione-fantasma della piattaforma. Tanto nessuno se ne lamenterà mai, perché legalmente Zuckemberg può tutelarsi dietro al fatto che la possibilità di segnalare, seppur remota, esiste, e dall’altro non è una battaglia tanto interessante per gli utenti, che preferiscono scannarsi sui contenuti delle segnalazioni e non sul metodo.
“Questo è un post razzista?” “Quella foto del Duce andrebbe rimossa?” “Questa opinione mi sta antipatica, aspe' che provo a farla eliminare anche senza basi solide…”
E poi alla fine, per pigrizia o ignoranza sullo strumento, rinunciano tutti e ci ritroviamo da capo.