Messaggio promozionale! O forse no.

Si avvicina l'inverno e presto inizierà l'annuale e patetico trenino delle pubblicità dei panettoni. Già ora le compagnie di viaggi si sono adeguate al clima autunnale, sostituendo ai vari villaggi mediterranei gli spot delle crociere caraibiche, ben più adatte al periodo più freddo. Si sono adeguate al clima stagionale, ma non a quello globale, viste le ben note ricadute in termini ambientali che questo tipo di turismo comporta. Sia chiaro: ogni forma di turismo dovrebbe essere considerata un lusso e praticamente ogni spostamento o vacanza è legato indissolubilmente ad una qualche forma di inquinamento o di eccesso nei consumi, ma che nel 2023 esistano ancora le crociere e che sia legale pubblicizzarle in televisione...

Da alcuni anni è vietato reclamizzare il fumo di sigaretta; in tempi molto più recenti è stato prima ridotto e poi del tutto bandito da tv e radio il gioco d'azzardo (consegnando la musichetta del Gratta e Vinci, quella che faceva "bonci bonci bo bo bo", ai meme e alla Storia) e in generale ci sono regole che impediscono di pubblicizzare articoli o attività dannose per l'individuo e per la società. Spero che non dovranno passare ancora troppi anni prima che lo stesso accada anche per crociere e affini, visto il disastro globale verso il quale ci stiamo dirigendo, inspiegabilmente senza troppe preoccupazioni. O che almeno, oltre al costo economico, sia reso obbligatorio per legge esporre anche il costo ambientale di voli aerei, vacanze e in generale di ogni prodotto acquistabile.

Il tutto abbinato ad una qualche forma di incentivo economico (o punizione, a seconda di come la si voglia vedere, se dalla parte della carota o da quella del bastone) che porti i clienti ad abbandonare via via ciò che non possiamo più permetterci di sostenere. A livello europeo stiamo assistendo alla graduale messa al bando dei veicoli diesel e benzina e ad esempio in Francia inizia ad essere obbligatoria, per i prodotti tech, l'etichetta relativa all'indice di riparabilità. Non è molto, e la maggioranza dei clienti probabilmente non è preparata per comprenderne il senso, ma è già qualcosa.

Credo che l'iniziativa si ispiri a quella che è l'etichetta relativa alla classe energetica (per la quale recentemente ci sono stati profondi e confusionari cambiamenti), che ovviamente non può dare un'informazione completa ed esaustiva, ma può iniziare a dare un'idea generale dei consumi del prodotto. Quindi perché non fare lo stesso lavoro anche con i viaggi, dove per esempio emergerebbe l'innegabile superiorità del treno rispetto all'aereo, oppure con i generi alimentari, dove immagino che molti clienti rimarrebbero stupiti nel leggere la disparità di consumo e inquinamento tra carne rossa e verdura?

Capisco che il principale freno a questo tipo di progresso derivi dal business e dal potere della pubblicità, in nome del profitto privato e del consumo inconsapevole. E su questo ci tengo a concludere con un appunto sul potere immenso che gli spot e le campagne d'immagine sono in grado di costruire, che non ricordiamo mai a sufficienza: Costa Crociere, che oggi propone sconti e offerte sui suoi viaggi senza battere ciglio, è la stessa che dieci anni fa aveva occupato le copertine di giornali e telegiornali di mezzo mondo con la foto della Concordia adagiata sugli scogli dell'isola del Giglio. Un disastro ambientale, economico e in termini di vite umane immenso, ma a quanto pare anche molto dimenticabile, visto quanto in fretta siamo tornati ad associare il nome al concetto di relax e spensieratezza, invece che allo stress, alla tragedia e al costo eccessivamente elevato, come sarebbe più lecito pensare. E sì che il nome stesso dovrebbe fornire un chiaro indizio.